Recensione: Storia delle Armi da Fuoco

Copertina di Storia delle Armi da fuoco, edito da Odoya nel 2017

Storia delle Armi da fuoco, dalle origini al Novecento, è un saggio di Letterio Musciarelli pubblicato nel 1963 dall’Editrice Pavoniana di Brescia e riedito da Odoya nel 2017.

Il tema del lavoro è chiaro: proporre un riassunto complessivo dell’evoluzione delle armi da fuoco, sottinteso occidentali. L’autore, Letterio Musciarelli, è formalmente un professore di Matematica e preside, appassionato di oplologia, autore di alcuni saggi sull’argomento. Purtroppo, la sua fama è di autore pressapochista. Difatti, ha l’onore di aprire il capitolo Parabellum del lavoro Letture di Traverso, di Giuseppe Cassieri, dove viene appellato col titolo di “libero docente in armiologia” (neologismo?) e viene fortemente criticato per il suo Dizionario delle Armi.

Questo Storia delle Armi da fuoco sembra volersi occupare per lo più di attribuire agli italiani l’invenzione di quasi ogni particolare tecnico/meccanico che ha contribuito alla crescita dell’arte delle armi da fuoco. Il quadro temporale evolutivo delle armi e del loro impiego mi appare poco chiaro e, soprattutto, scarso sul piano dei rimandi bibliografici. Non che sia nulla la sezione Bibliografia, che anzi contiene un numero spaventoso di rimandi.

Aspetto ben più grave, le informazioni riportare non mi sembrano affidabili. Chiaramente, non posso parlare per l’evoluzione dell’arma da fuoco oltre il secolo XVI, ma fermandomi prima, e con molta cautela, vedo spesso citato il lavoro dell’Angelucci (che, purtroppo, è già di per sé da prendere con le pinze). In particolare, viene attribuita agli italiani l’invenzione della rigatura della canna riportando lo “sclopetum unum a lumaga”, con lo stesso entusiasmo dell’Angelucci, come esempio, senza riguardo al fatto che perfino questi dovette ritrattare la sua posizione a riguardo. La fabbricazione della canna di un’arma da fuoco per brasatura di una striscia metallica avvolta a spirale intorno ad un’anima è una pratica nota (a Brescia, città di adozione del Musciarelli, sono presenti diversi esempi museali) ed è questo che l’Angelucci identifica nella dicitura “a lumaga”. Del tutto ignaro, pare, il Musciarelli ci presenta entusiasta la scoperta come prova indiscutibile della superiorità dell’artigianato italiano, che sarebbe così riuscito a inventare la rigatura della canna (elicoidale) anni prima di un tale Koller, tedesco, inventore della rigatura parallela della canna (?). Quale che sia la verità, la presenza di un termine descrittivo in un inventario non è prova sufficiente, e tantomeno certa, per concludere alcunché.

Anche senza questo esempio lampante, che mi porta a sospettare dell’affidabilità del contenuto, altri piccoli indizi nel testo mi rendono oltremodo sospettoso, al punto di escluderlo dall lista delle fonti affidabili per quanto riguarda la storia delle armi da fuoco.

In conclusione, un libro da cassare? Non del tutto: la copiosità di illustrazioni è di grande aiuto. Santina Brentegani, moglie del Musciarelli e qui in veste di illustratrice, arrichisce il volume con preziosissime informazioni: rilievi di armi e meccanismi, grafici e sezioni. Di gran pregio, inoltre, il catalogo grafico dei marchi di alcuni importanti banchi di prova e una lista di nomi di importanti produttori di armi da fuoco.

Informazioni

titoloStoria delle Armi da fuoco dalle origini al Novecento
autoreLetterio Musciarelli
edizioniOdoya
anno2017
pagine217
costo16.00€ (brossura con ali)
ISBN978-88-6288-367-2