Recensione: Al traditor s’uccida

Copertina del libro
Copertina del libro

Pregevole testo che, senza sintesi, approfondisce la vicenda della congiura de’ Pazzi, contestualizzandola nel panorama politico italiano del periodo.

Niccolò Capponi, già presente con altri approfondimenti specifici nelle collane de il Saggiatore, riesce a rendere le vicende di un passato remoto in maniera vivida, precisa, ripercorribile quasi al centimetro, in un testo che si legge facilmente, adatto a tutte le età e per nulla noioso (sull’argomento se ne parlava allo scorso Armi e Bagagli con F.P.).

Il Capponi ripresenta, tipico del suo modo di scrivere, un linguaggio colorito, arricchito di metafore e modi di dire che stimolano la lettura, ma anche la struttura, già incontrata nel suo “La battaglia di Anghiari” (il Saggiatore, 2011), divisa in capitoli tematici e cronologici aperti da poche righe di quello che sembra un racconto breve, in grado di accompagnare la lettura e di pacificarne il ritmo, mostrando il punto di vista di uno dei protagonisti della storia.

Ne consiglio vivamente la lettura, si tratta di una edizione ben curata, ricca di note bibliografiche e dotata di un glossario dei termini, copiose note e un indice di nomi e luoghi. Punto d’onore del Capponi, l’aver ricercato i discendenti dei protagonisti della congiura per chiedere loro di commentare la vicenda. In chiusura del libro, due lettere, una di Cosimo de’ Pazzi, l’altra di Ippolita de’ Medici-Tornaquinci, riescono a commuovere. A mio avviso, un lavoro magistrale.

Informazioni

titoloAl traditor s'uccida - la congiura de' Pazzi, un dramma italiano
autoreNiccolò Capponi
edizioniIl Saggiatore
anno2014 (prima edizione)
pagine357
costo22.00€ (brossura)
ISBN978-88-4281791-8