Quelle unità di misura…

Tacuinum Sanitatis. Paris, Bib. Nat., Ms N.A..L. 1673, f.95 - circa 1390

L’unificazione delle unità di misura nel mondo avviene gradualmente con la necessità di creare riferimenti sicuri e standardizzati e con la possibilità di spostarsi più facilmente, più velocemente e più lontano. Il Sistema Internazionale (SI) viene formalizzato nel 1899 e, da allora, subisce costantemente cambiamenti, anche di grande entità. A dispetto della sua intrinseca imperfezione, il Sistema Internazionale si dimostra efficace e ci permette di andare al supermercato e comprare viti e lampadine basandoci su dei numeretti, con la certezza che quelle entreranno perfettamente nel nostro nuovo lampadario.

Quando mi trovo a leggere di bolle o testimonianze antiche, spesso faccio fatica a convertire le lunghezze ed i pesi in unità che sono in grado di manipolare. Questa ricerca nasce dalla necessità di ottenere riferimenti precisi e puntuali per la conversione delle unità di misura antiche in unità del SI. Il campo di ricerca è vasto e il mio metodo si basa su una doppia chiave di lettura: da una parte si procede a ritroso, partendo dai riferimenti riguardanti le unità di misura in uso in Italia prima dell’unificazione del SI, usando il Manuale dell’Ingegnere Civile ed Industriale come riferimento; dall’altra, si parte dalle misure riportate nei testi antecedenti l’unificazione, cercando di arrivare ad un punto di contatto e lavorando per compartimenti temporali.

Questa ricerca ha dei limiti e non si può dire completa.

D’altra parte le misure campione, di cui in Occidente si sono conservate migliaia di esemplare al tempo della loro sostituzione col sistema metrico, erano più o meno ben imitate entro i limiti territoriali della loro applicazione e più o meno ben impiegate da quelli che le utilizzavano; di qui una mancanza di precisione del tutto abituale nella misurazione dello spazio. Si parla di botti di vino, di sacchi di grano o di lana che si sommano, anche se il peso e il contenuto di ogni botte, di ogni sacco sono molto diversi. Inoltre, per esempio, la stessa misura di capacità può essere utilizzata “rasa” o “colma”, e questo è un altro importante elemento di approssimazione. Infine, secondo la materia e il modo in cui si presenta, la medesima unità può misurare quantità molto diverse senza provocare il minimo senso di apparente imbarazzo in colui che la utilizza. […] Il moggio di vino “su feccia” è lontano dall’essere equivalente, nella stessa città, al moggio di vino senza deposito, e non ha nessun rapporto con i moggi precedenti [altri moggi citati n.d.a.][1]Delort, Robert. 1997. La vita quotidiana nel medioevo. ed. Laterza. ISBN 978-88-420-5268-5

Per questo motivo, la ricerca è organizzata per capitoli a seconda delle differenze geografiche.

Indice dei capitoli

In ordine cronologico di pubblicazione:

Bibliografia

  • Delort, Robert. 1997. La vita quotidiana nel medioevo. ed. Laterza. ISBN 978-88-420-5268-5

Riferimenti   [ + ]

1. Delort, Robert. 1997. La vita quotidiana nel medioevo. ed. Laterza. ISBN 978-88-420-5268-5