Il castello di Cusago

Facciata ovest del castello, particolare di monofora.

Dell’epoca Visconteo-Sforzesca, resistono nei secoli molti cimeli, alcuni dei quali decisamente ingombranti. Tra questi, la fortificazione di Cusago (MI) è una delle più interessanti ed anche una delle peggio conservate. Ad oggi, verte in uno stato di abbandono completo, come testimoniano queste poche fotografie che ho scattato in luogo lo scorso inverno. E, più avanti, avrò modo di palare di alcune dicerie riguardo la storia recente del castello.

Fronte sud ed entrata principale del castello.
Fronte sud ed entrata principale del castello. Foto dell’autore

La struttura, che sopravvive dal 1360, è ora di proprietà privata. Citando da Wikipedia,

Nel 1973, il castello, ormai da tempo in decadenza e trasformato in una grande cascina agricola abitata da circa trenta famiglie, assieme ai terreni circostanti venne acquistato attraverso la marchesa Anna Maria Casati Stampa di Soncino da Silvio Berlusconi che, tramite Edilnord, costruì su alcuni appezzamenti il quartiere “Milano Visconti”. Il castello fu quindi venduto ad una società formata da un gruppo di imprenditori “Il Castello di Cusago s.r.l” nel 2003 con l’ipotesi di farne una scuola floro vivaistica legata al Parco agricolo Sud Milano, progetto poi sfumato. Si tentò successivamente nel 2008 la vendita ad un’altra società immobiliare, la “Kreiamo s.r.l”, ma anche questa trattativa, non andò in porto per vicende giudiziarie in cui la Kreiamo fu coinvolta. A tutt’oggi il castello, che permane in uno stato di grave abbandono, rimane proprietà privata della società “Il Castello di Cusago s.r.l.”.

In rete si trovano diversi documenti interessanti, che cito a piè di pagina. Tra questi, diversi provvedimenti giudiziari riguardanti i rappresentanti di Kreiamo, che, nell’ordinanza di custodia cautelare del febbraio 2010, è data come s.p.a. e non come s.r.l. Non voglio scendere troppo in dettaglio in questa storia e vorrei far notare che la pagina di Wikipedia stessa dovrebbe citare più riferimenti a riguardo. Ciononostante, una breve ricerca in rete potrà servire come approfondimento per i più curiosi.

La fortificazione è oggi proprietà de “Il Castello di Cusago s.r.l.”. Con l’avvento dell’Expo, che sarà già aperto per quando pubblicherò questi pochi appunti, molti apparati inerenti i Beni Culturali stanno vedendo nuova vita – ad esempio i castelli della Valle d’Aosta, finalmente aperti fino a tarda sera. E Cusago?

Del suo destino, se ne parlava già nel 2012[1]Castello di Cusago alla riscossa firmato 13/05/2012 da M. Carminati, pubblicato su Il Sole 24 Ore, ma a tre anni da quell’articolo non si apprezza il sentore di riscossa. Sempre nel maggio 2012 si scrive di un passaggio di proprietà del Castello [2]Il castello di cusago ha un nuovo signore: pronto il progetto di restauro firmato 16/05/2012, Il Giorno. Per Luglio 2012 verranno presentati i progetti di restauro. Nel Febbraio 2015 (31 mesi) i progressi non sono apprezzabili (si veda figura 2, ad esempio).

Facciata ovest del castello. Foto dell'autore
Facciata ovest del castello. Foto dell’autore

La visita al castello, chiaramente intendendo solo all’esterno del castello, non dura più di cinque minuti di orologio. Comparabile per stato di conservazione è la fortificazione di Novara, di ben minore rilevanza nelle vicende del Ducato di Milano. L’elemento più interessante osservabile dall’esterno è la balconata sita al primo piano sull’angolo sud-est, volta verso la sede della Pro Loco di Cusago. In particolare, con l’aiuto di un binocolo è possibile osservare le decorazioni araldiche sui capitelli, quasi tutte imprese (vedi figura 3).

Capitello decorato del castello di Cusago (MI).
Capitello decorato del castello di Cusago (MI).

Il castello è stato, per qualche tempo almeno, luogo di residenza della formazione paramilitare dei galoppi, un corpo giovanile di cavalleria leggera. Un estratto a riguardo da Covini[3]M. N. Covini, L’esercito del Duca, organizzazione militare e istituzioni al tempo degli Sforza (1450 – 1480) in Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 1998:

I famigli d’arme erano spesso utilizzati in abbinamento con il contingente dei galoppi, il modello era una formazione turca, ma in Lombardia erano così chiamati dei giovanissimi cavalieri armati alla leggera, che vivevano presso il duca e che costituivano una sorta di reparto giovanile della famiglia. Essi alloggiavano nella tenuta ducale di Cusago, presso le stalle ducali. Qualcuno li considera, anzi, qualcosa di simile al personale servile della corte. Le loro intemperanze giovanili riempiono i rapporti dei loro intendenti. Avevano anche una funzione importante nell’organizzazione del territorio: con i famigli d’arme i galoppi svolgevano una funzione di polizia territoriale nella repressione del contrabbando e nel mantenimento dell’ordine pubblico e si alternavano con un turn over alla guardia del Milanese per controllare le strade e i movimenti di merci.


Vedi anche:

  • Lettera firmata 18/01/2008 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che prende atto dello stato di degrado della struttura.
  • Articolo firmato 05/11/2009. Descrive la situazione del Castello
  • Articolo firmato 28/11/2011, Il Giornale. Progetti di recupero falliti
  • Articolo firmato 16/10/2013 Il Corriere della Sera. Parla il Sindaco di Cusago e altri progetti di recupero falliti.
  • Locandina di un evento del 2012, forse l’anno più prolifico per i tentativi di restauro. pdf da scaricare.

Riferimenti   [ + ]

1. Castello di Cusago alla riscossa firmato 13/05/2012 da M. Carminati, pubblicato su Il Sole 24 Ore
2. Il castello di cusago ha un nuovo signore: pronto il progetto di restauro firmato 16/05/2012, Il Giorno
3. M. N. Covini, L’esercito del Duca, organizzazione militare e istituzioni al tempo degli Sforza (1450 – 1480) in Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 1998